Guide turistiche di Portoferraio - La spiaggia delle Ghiaie - Dove dormire e prezzi camere in provincia di Portoferraio
";
In questo momento, 19287 strutture ti stanno aspettando con i loro servizi!!!
La spiaggia delle Ghiaie Staff TravelBook Agent.com - Video WalterElba
Doveva essere molto diversa l'atmosfera dell'isola, finché erano attive le miniere. Oggi malinconici binari arrugginiti, teatrali voragini nel terreno, drammatiche spaccature nella roccia disegnano un'alfascinante geografia da (antascienza marziana: tra Rio Marina e Cavo, lasciate in basso le incredibili spiagge nere che brillano di cristalli di ematite e pirite, la terra è rossa di ferro, e i tronchi degli alberi hanno un insolito color cioccolato. Sulla jeep guidata da Matteo, proprietario dell'agriturismo II Termine, entro in Jurassic Park (tra l'altro lui ricorda Jeff Goldblum ancor prima di mettersi alla guida del fuoristrada): i rami sbattono rumorosamente contro le lamiere dell'auto ondeggiante, lo sterrato corre lungo uno strapiombo finché compare un lago di acqua rosso sangue e sulla vertiginosa parete verticale alcune capre intrecciano i belati con la loro eco. Aspetto i dinosauri... e penso che la potenza di questo luogo dia quasi una vertigine. Più a sud, intorno al monte Calamità, un'altra rarità geofisica: che l'operatore sia Tim, Vodafone o Wind, i cellulari non prendono. Il campo magnetico è talmente intenso, che persino l'aerovia Ambra 2, lungo la quale transitano diverse rotte aeree, è stata deviata e molte sono le leggende che raccontano di naufragi dovuti all'attrazione della magnetite sulle bussole e sulle parti metalliche delle navi. Chi ci crede, avvertirà la particolare forza energetica di questo posto, l'aura che attrae e incanta. I più scettici invece si accontenteranno della bellezza mozzafiato del mare e delle spiagge, e saranno comunque inesorabilmente attratti e incantati: sabbia caraibica, acqua maldiviana, clima mediterraneo, quiete surreale, e una costa selvaggia dove nidificano i gabbiani reali. Non che sia indispensabile, ma sarei curiosa di sapere se, in tutta questa varietà di atmosfere e ambienti, esista un unico orgoglio isolano: che so, un luogo, un piatto, una squadra di calcio... Forse la mortella, liquore di mirto selvatico, menta, nepitella e semi di linocchio, proustiano bouquet di aromi dell'isola? È una di quelle insulse domande che a volte fanno i giornalisti, la cui risposta di solito è altrettanto insulsa. In questo caso, invece, è piuttosto illuminante: "Qualcosa in comune? Ma no, questa è un'isola di campanili!" E rispetto a chi abita sulla terraferma? "Gli italiani? Ah, quelli non li consideriamo neanche!" Benvenuti all'Elba, isola di ferro, sabbia bianca, spiagge nere, scogli rossi...
[RACCONTO]
Mare blu, barchetta, cielo azzurro. Ginestra in fiore, promontorio, paesino. Spiaggia bianca, ombrellone, gabbiano. Appena scavalcato il guardrail, inquadro il paesaggio con le mani, indici e pollici ad angolo retto, da pessima fotografa dilettante: sto cercando di immaginare l'apertura di questo servizio e, ovunque mi giri, trovo una possibile cartolina "Saluti dall'Elba, isola di...". Isola di che? Del vino buono, come scriveva Plinio? Dal cuore di ferro, come recitano i dépliant turistici? Oppure di bellezza, dei famosi, del tesoro? Forse isola che non c'è? Di certo non c'è una sola anima qui, un unico spirito che pervada questa manciata di chilometri quadrati, una superficie pari a un centesimo della Sardegna. Anzi, la prima strana sensazione, appena lasciati Lupo Alberto e la gallina Marta che campeggiano sulla fiancata del traghetto da Piombino, è che non si tratti nemmeno di un'isola: all'inizio tutto sa di terraferma, le strade, gli incroci, le case, la luce. Non so bene perché, ma l'isola mi entra dentro soltanto dopo, poco alla volta. Ci vuole un po' di tempo per prendere le misure con l'umorismo un po' greve, quasi da Vernacoliere, di alcuni simpatici elbani e un po' di tempo per abituarmi a sentirmi chiamare bimba, niente a che vedere con l'età anagrafica, purtroppo, ma solo un amichevole modo di dire di queste parti. E tempo anche per apprezzare l'incredibile varietà di paesaggi, un attimo ti sembra di essere in Gallura, il tornante successivo alle Seychelles. Lungo la costa occidentale la strada serpeggia a picco sul mare, dove piccole spiagge protette da un abbraccio di roccia si alternano ad alte scogliere disegnale dalla forza del mare (tra Fetovaia e Seccheto, madre natura mette a disposizione alcune panoramiche piscine scavate nel granito, per talasso ed elioterapia gratuite). Pochissimi i centri abitati, che interrompono una vegetazione quasi sfacciata nel suo rigoglio: pini marittimi, eucaliptus e una macchia mediterranea da manuale di botanica. Il profumo di ginestra, lentisco, rosmarino, cisto, mirto, euforbia, elicriso è quasi inebriante, soprattutto nell'umidità del tramonto, quando il profilo della Corsica si disegna all'orizzonte. Tra i pini (vegetazione non autoctona, ma piantata sull'isola per dare un nuovo impiego agli operai rimasti senza lavoro alla chiusura degli altiforni Italsider negli anni '80) si muovono mufloni e cinghiali, anch'essi importati in tempi recenti, dai cacciatori.